Musica nella pubblicità

22nd gennaio, 2012

L’adozione della musica in un film, la cosiddetta colonna sonora, svolge nella storia del cinema un ruolo di fondamentale importanza. All’epoca del muto il brano musicale eseguito dal vivo serviva da accompagnamento alle immagini proiettate sullo schermo, pensiamo a Metropolis, capolavoro di Fritz Lang che dalla sua colonna sonora trae forza e impeto maggiore. Terminata l’epoca dei film muti la colonna sonora, diegetica o extra diegetica, sottolinea la struttura narrativa del girato o sottolinea momenti di grande intensità. La musica è capace di innescare nell’animo di chi la ascolta una serie di meccanismi emotivi, tesi all’identificazione, allo straniamento,…

© U.P.images - Fotolia.com

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Consapevoli del potere musica-immagini i pubblicitari hanno sfruttato appieno la potenzialità del suddetto connubio. La musica di Camille per la Ford Kuga, Shaggy per la marca Levis, Domenico Modugno per la Barilla, i Maroon 5 per la pubblicità della Eni sono solo alcuni degli esempi che balzano alle orecchie dello spettatore, mentre guarda una pubblicità. La musica trasmette un messaggio; rassicurante nel caso della Barilla che si affida spesso a voci del passato o a sonorità calme o dal taglio più giovanile per i Levis. In questa ottica il messaggio musicale veicola il brand; più centrata è la scelta del brano in relazione alle politiche del marchio, migliore sarà il suo posizionamento sul mercato. Si sfrutta quindi l’orecchiabilità di una canzone o di un brano per identificarlo con il marchio in questione. Non ci si ricorda il titolo o addirittura il cantante/compositore del pezzo che si ascolta alla radio, lo si associa però immediatamente alla pubblicità del marchio x.

Questa è la grande intuizione dei pubblicitari che, in pochi minuti di trasmissione dello spot abilmente sfruttano tecniche diverse per colpire l’attenzione e il subconscio dello spettatore. In questo senso la sapiente scelta di pezzi musicali si configura come un sistema efficace che innesca immediata riconoscibilità del prodotto reclamizzato.

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L’amore è una cosa semplice

24th dicembre, 2011

A meritarsi il primo posto della classifica italiana ed il disco di platino, è stato il nuovo album di Tiziano Ferro che si intitola “L’amore è una cosa semplice”,  uscito il 28 novembre 2011. Il nuovo album ha quattordici brani, tutti scritti da lui con l’eccezione di tre. Tiziano Ferro ha collaborato infatti con John Legend, Irene Grandi e Nesli (il fratello di Fabri Fibra) per la realizzazione di tre canzoni del suo nuovo album. La canzone che fino ad ora ha riscontrato il maggior successo, uscita anticipatamente all’album il 14 ottobre in Italia, è “La differenza tra me e te” che da nove settimane è la canzona più trasmessa in radio. L’album è stato interamente registrato a Los Angeles e rappresenta per il cantautore la ritrovata serenità. Il cantante definisce il suo nuovo album un “disco solare”.
Con oltre 120.000 copie vendute nel periodo prenatalizio l’album si è già assicurato quasi il doppio disco di platino. La paura di Tiziano Ferro che il suo coming out, l’aver dichiarato apertamente la sua omosessualità, avrebbe influito sulla sua popolarità si è verificato completamente infondata. Quindi per il giovane cantautore questo album rappresenta un vero e proprio inno all’amore e alla sincerità. Dichiara infatti che non si può vivere pensando di piacere solo agli altri, l’importante è essere in primo luogo onesti con se stessi.

© nikkytok - Fotolia

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Il successo di Ferro non era poi così scontato dato che nello stesso periodo sono usciti anche gli ultimi album di Laura Pausini, Ligabue e Celentano. Il pubblico ha però deciso di premiare Tiziano Ferro appoggiando così la sua sincerità e la qualità della sua musica.
A Torino partirà il 10 aprile 2012 la sua nuova e attesissima tournèe “L’amore è una cosa semplice”. Le sue date a Milano, Torino, Verona e Firenze sono già state raddoppiate per via della grande richiesta da parte del pubblico.
Un bocca al lupo per la nuova tournèe a Tiziano da parte della redazione!

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Freddy Mercury, l’anima dei Queen

14th dicembre, 2011

Farrokh Bulsara nacque a Stone Town il 5 settembre 1946, trascorse l’infanzia nell’isola di Zanzibar e si trasferì con la famiglia all’età di 18 anni a Londra. È l’uomo che ha scritto storia, storia della musica. Stiamo parlando del celebre cantante che tutti noi conosciamo, il fondatore dei Queen, in arte Freddy Mercury! Il frontman ha raggiunto le vette più alte di celebrità come cantante e leader dei Queen, una delle band più famose ed amate al mondo.

© Elenaphotos21 - Fotolia

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Freddy Mercury fece parte del gruppo dalla fondazione sino alla sua morte come cantante ma anche come compositore di brani. Tra i più famosi We are the Champions, Somebody to Love, Don’t Stop me Now, It’s a hard Life e tanti altri brani che nessuno ha ancora dimenticato.
L’addio si consumò una triste sera di novembre. Freddy Mercury morì il 24 novembre 1991, il giorno dopo la pubblica confessione della sua difficile malattia, l’AIDS, a seguito di una polmonite che si era sviluppata a causa dello stato grave di salute legato alla malattia immunitaria. Venti anni dopo la sua morte e a quaranta anni dalla fondazione dei Queen la casa editrice Odoya decide di aggiornare la biografia del celebre cantante. “Freddie Mercury, Chi vuole vivere per sempre?” è stato scritto da Laura Jackson, una scrittrice britannica specializzata in biografie di frontman.

L’autrice fa raccontare soprattutto la vita di Mercury tramite le voci di persone che sono state vicine al cantante, come la madre, l’ex compagna e amica di sempre Mary Austin, Tim Rice, Richard Branson e tanti altri. Il libro si sofferma inoltre sulla nascita del gruppo raccontando l’immenso talento musicale di Mercury. L’anima dei Queen rimase sempre lui, che oltre a scrivere le canzoni più celebri, disegnò anche il logo dei Queen e inventò il nome del gruppo.
Lui. Freddy Mercury. Un uomo che ha affascinato gli spettatori, che amava l’eccesso sul palco e che purtroppo se n’è andato via troppo presto.

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Nevermind edizione speciale

13th dicembre, 2011

Erano gli anni in cui una nuova generazione di musicisti scrisse la pagina di rottura definitiva con il passato. Erano le anti-rockstar, giovani sfiduciati che intrepretavano il malessere generazionale in chiave nuova, distorta, semplificata. I musicisti che hanno fatto grande la storia del Grunge negli anni Novanta non avevano niente in comune con i loro predecessori: lontani anni luce dallo stile patinato di certa musica anni Ottanta, lontani anche dagli stilemi più classici dei rocker che li avevano preceduti, fatti di eccessi sbandierati e narcisismi compiaciuti.

© jehafo - Fotolia

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Lo scorso settembre l’album che ha consacrato un intero genere nell’olimpo della musica rock ha compiuto 20 anni. “Nevermind” il disco dei Nirvana uscì il 24 settembre del 1991 per l’etichetta discografica Geffen (la stessa dei Guns ‘N’ Roses). Il successo che accolse l’album fu inaspettato e trascinò la band in una dimensione a loro sconosciuta fatta di tournée in giro per il mondo, fans in delirio, stampa alla loro caccia. In onore dei suoi primi vent’anni Nevermind viene riproposto in due versioni celebrative; una deluxe edition con doppio cd che include sia il disco rimasterizzato che sessioni in studio e b-sides e un’altra in tiratura limitata di 40mila copie, la super deluxe edition che comprende quattro cd e un dvd. Questa ultima versione propone l’album oltre che nella masterizzazione definitiva, anche in quella precedente ad opera di Butch Vig, più registrazioni inedite della BBc, un concerto live del 1991 e un booklet di circa 90 pagine con immagini e documenti rari.

Una celebrazione degna di un disco che ha segnato per un’intera generazione gli anni del rifiuto, della crescita, della rabbia e della speranza. Let me take a ride…dont cut yourself, I Want some help… to please myself, grazie ancora Kurt.

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I Belladonna – famosi e sconosciuti

3rd dicembre, 2011

Belladonna…alla maggior parte di noi verrebbe probabilmente da pensare alla pianta che viene utilizzata nella medicina omeopatica o fitoterapica. Invece sto parlando del gruppo musicale che da noi in Italia è praticamente sconosciuto. La band è composta da cinque componenti, Luana Caraffa alla voce, Dani Macchi alla chitarra elettrica, Licia Missori al pianoforte, Tam Scacciati al basso, Mattia Mari alla batteria. Il gruppo rappresenta una novità, un nuovo impulso nel genere alternative rock. Peccato solo che fino ad oggi se ne è sentito parlare relativamente poco nel nostro paese.

© Thomas Pajot - Fotolia

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Nascono nel 2005 a Roma dalla cantante e dal chitarrista che sono gli autori di tutti brani. Il loro primo album è segnato da temi legati alla morte, alla reincarnazione, al mistero e al paranormale quindi il loro genere è definito come Rock Noir. Iniziano la loro carriera su Myspace nel 2005 e rientrano rapidamente tra i cento artisti autoprodotti più seguiti del social network. Nel 2006 vengono intervistati da diverse riviste musicali importanti e aumentano così la loro popolarità. Nel 2007 due canzoni vengono nominate nel Ballot per i Grammy Awards 2008. Nello stesso anno un video girato a Berlino trasmesso su Youtube diventa uno dei video più cliccati della storia. I Belladonna raggiungono un successo mondiale e vengono seguiti soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, rimanendo però particolarmente in Italia un gruppo di nicchia.

L’album uscito nel 2011 su iTunes raggiunge in poco tempo il primo posto nella classifica mondiale degli album rock più venduti su CD Baby. In tutto la band produce tre album, nel 2006, 2009 e 2011. I singoli complessivi sono quattro: Foreverland, Till Death Do Us Part, A Manhattan Tale, Let There Be Light. Producono inoltre nel 2005 un cortometraggio di 8 minuti che si intitola Black Swan.

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